NARCISISMO O AMOR PROPRIO?

23.04.2018

Narcisismo o Amor Proprio?


"La vanità, decisamente il mio peccato preferito"

Termina così il celebre film "L'avvocato del diavolo" dopo che Kevin Lomax, giovane e brillante avvocato penalista, accetta di lasciarsi intervistare dal diavolo, sotto le spoglie di un giornalista, che lo convince a raccontare la sua storia, con adulazioni e lusinghe. L'avvocato poco prima aveva deciso di abbandonare un'importante causa e la fama che ne sarebbe derivata, per la sua etica e per il suo senso di giustizia.

  • Ma che differenza c'è tra l'amor proprio, il desiderio di lasciarsi adulare e di ricevere la stima altrui, ed il narcisismo?

Nella nostra società dominata dai social media, in cui vige la bulimia della "condivisione social" di pensieri, emozioni, comportamenti, foto e localizzazioni sembra difficile rintracciare un confine tra pubblico e privato, sempre che esista questo confine mentale. Talvolta l'area privata dell'intimità sembra esser stata sostituita da un buco nero, come se non condividere e non rendersi visibile, non attirare i commenti altrui, equivalesse a non esistere, a non sentire, non pensare, non essere. Ma lasciando da una parte un'analisi sociologica sulla società liquida e l'assenza di stuttura(Z. Bauman) e tornando alla domanda, siamo immersi in un continuo processo di esibizione, i cui risultati sono la fama, la popolarità oppure l'invisibilità, quindi quando si può parlare di un disturbo o di una patologia?

Le linee guida del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali; APA) ci indicano che la differenza tra sanità mentale e patologia è una differenza dimensionale e non categoriale: ovvero dipende da quanto la persona sta male e quanto il suo modo di percepire l'ambiente e le relazioni è distante dalla visione comune, e di conseguenza incapacita la persona nel lavoro e nelle relazioni. Un narcisismo sano porta ad avere ambizioni, ad investire in aree della vita verso una realizzazione personale, ad avere una salda autostima di sè, un disturbo narcisistico spesso invece blocca le persone nel raggiungere i propri obiettivi e ripone tutta la sua energia nel suscitare l'ammirazione degli altri.

  • Ma come si distingue un persona con un disturbo narcisistico di personalità?

Nella storia della psicologia e della psicoterapia si sono delineati due quadri a partire dallo stesso nucleo patologico: il narcisista inconsapevole (Kernberg) ed il narcisista ipervigile (Khout).

Entrambi portano nella loro storia una profonda ferita narcisistica: sono stati bambini talvolta rifiutati, umiliati, disprezzati, o spesso hanno avuto una storia di trascuratezza, provengono da famiglie semplici e umili tanto da coltivare fantasie grandiose di riscatto sociale (da grande diventerò il presidente degli Stati Uniti). A volte sono stati bambini apparentemente idealizzati, che hanno subito un'approvazione condizionata (volta a soddisfare le aspettative narcistiche dei genitori) ma mai rispecchiati per i loro bisogni e desideri reali e soprattutto per i loro limiti. Sono stati bambini invisibili, tanto da aver interiorizzato il desiderio di essere ammirati, adulati, di sentirsi gradiosi e potenti.

A partire da questo denominatore comune si strutturano i due quadri di personalità:

  • Disturbo Narcisistico di Personalità (Kernberg) o narcisismo overt
  • ha un senso grandioso del sé ovvero senso esagerato della propria importanza;
  • è occupato/a da fantasie di successo illimitato, di potere, effetto sugli altri, bellezza o di amore ideale;
  • crede di essere "speciale" e unico/a, e di poter essere capito/a solo da persone speciali; o è eccessivamente preoccupato di ricercare vicinanza/essere associato a persone di status (in qualche ambito) molto alto;
  • desidera o richiede un'ammirazione eccessiva rispetto al normale, o al suo reale valore;
  • ha un forte sentimento di propri diritti e facoltà, è irrealisticamente convinto che altri individui/situazioni debbano soddisfare le sue aspettative in maniera immediata;
  • approfitta degli altri per raggiungere i propri scopi, e non ne prova rimorso;
  • è carente di empatia: non si accorge (non riconosce) o non dà importanza a sentimenti altrui, non desidera identificarsi con i loro desideri;
  • prova spesso invidia ed è generalmente convinto che altri provino invidia per lui/lei;
  • modalità affettiva di tipo predatorio (rapporti di forza sbilanciati, con scarso impegno personale, desidera ricevere più di quello che dà, che altri siano affettivamente coinvolti più di quanto lui/lei lo sia) e comportamenti arroganti e presuntuosi.
  • Narcisista ipervigile (Khout) o narcisista covert
  • Questo quadro di personalità si caratterizza per un'alta sensibilità alle critiche, ruminazione, bassa autostima che spesso porta a forti stati di ansia, e a strategie di evitamento rispetto a tutte quelle situazioni che rappresentano per il narcisista il rischio di un fallimento, considerato intollerabile.

Se da un lato è vero che i narcisisti hanno un'ideale grandioso da soddisfare, è vero anche che si portano dietro un profondo senso di inferiorità e aspetti fortemente svautanti e sadici che lo incapacitano, e da cui scaturiscono sentimenti di invidia e rabbia.

Un quadro ancora più drammatico, è dato dalla grandiosità del paziente unita ad una forte dose di aggressività, ecco che si delinea il quadro del narcisista maligno caratterizzarto da un forte senso di onnipotenza, rafforzato dal trionfo provato infliggendo dolore e paura agli altri, come sostenuto da Kernberg.

  • Come si comporta in coppia un narcisista?

In coppia il narcisista non vede l'altro per com'è realmente, ma tende ad idealizzarlo e a sfamarsi dell'immagine perfetta che ha proiettato su di lui, ma spesso è distante e disinteressato, indifferente ai problemi del partner. Talvolta questo profilo di personalità si sposa con una persona con tratti dipendenti, che vede nel narcisista un uomo degno di stima e di ammirazione e sopporta l'atteggiamento del compagno solo perchè teme follemente di esser abbandonata. Nel caso del narcisista maligno, questo investe di idealizzazione il partner ed in principio lo pone su un piedistallo, ma appena scopre aspetti dell'altro che non tollera e che non rientrano nel suo ideale di perfezione, si scaglia contro di lui come una furia, talvolta con reazioni violente verbalmente e fisicamente, giustificato dall'umiliazione e dal profondo tradimento provato dall'imperfezione altrui.

  • Che prospettive ci sono in psicoterapia?

La Schema Therapy sostiene che in entrambi i quadri clinici siano presenti gli stessi schemi (Deprivazione emotiva e Inadeguatezza) solo che nel narcisista inconsapevole si attiva la risposta di coping ipercompensazione, nel secondo caso invece, l'evitamento, motivo per cui il narcisista ipervigile spesso viene scambiato per un evitante. Secondo tale modello il percorso terapeutico prevedrebbe tre fasi:

1) empatizare con il mode Bambino solo;

2) contrastare il mode Presuntuoso, rinunciando alle fantasie grandiose per costruire modalità di relazionarsi basate sulla reciprocità;

3) rinunciare al mode Consolatore distaccato per imparare a ricevere e dare sentimenti autentici di amore.

  • In Analisi Transazionale?

Il modello dell'Analisi Transazionale invece prevede, in entrambi i quadri diagnostici, che evolutivamente si sia strutturato un Stato dell'Io (SDI) Genitore molto potente, con aspetti critici e fortemente sadici che attaccano la persona, che le propongono standart ed ideali irraggiungibili, che lo porteranno inevitabilmente al fallimento e di conseguenza a vissuti di rabbia e disprezzo. Il Genitore Affettivo è fortemente depauperato, mentre l'Adulto è contaminato dal Genitore. Il Bambino Libero è pressochè assente, perchè la persona ha sviluppato un falso Sè che gli mpedisce un contatto con aspetti di sè autentici.

Quindi il percorso terapeutico prevedrebbe lo sviluppo di un'empatia nei confronti del bambino che la persona è stata, scoprendo i suoi bisogni, le sue fragilità imparando ad accettarle, per poi decontaminare l'Adulto e promuovere una consapevolezza dei processi attraverso i quali la persona si impedisce di costruire relazioni e di raggiungere gli obiettivi desiderati. Sarà importante fortificare il Genitore Affettivo al fine di imparare a tollerare il senso del limite, l'errore ed il fallimento sostenendosi ed incoraggiandosi verso obiettivi realistici e raggiungibili.

Dott.ssa Flavia Missi

Psicologa, Psicoterapeuta

Immagine di Annie Leibovitz for Disney

Snow White and the Seven Dwarfs