UNA SESSUALITA' PER-VERSA. VOYERISMO ED ESIBIZIONISMO.

09.05.2018

Si definisce perverso un comportamento che può riguardare fantasie, impulsi e comportamenti considerati anomali e devianti, rispetto alla società di appartenenza.

Già questa definizione, così precaria, lascia intuire che porre un limite dal punto di vista scientifico, sia molto complicato, anche semplicemente perché le culture si evolvono in continuazione, non identificano dei valori statici ma sono influenzate da moltissimi fattori: come il periodo storico, il contesto socio-culturale, i valori di riferimento, la religione, le migrazioni, il lavoro, il ruolo dell'uomo e della donna nella società, il ruolo della famiglia e da molto altro.

Perverso deriva dall'aggettivo latino perversus, participio passato del verbo per-vertere che significa sconvolgere, sviare, quindi denota un comportamento sviato rispetto all'idea del comportamento usuale, socialmente più frequente e condiviso. Attualmente si ritiene che questo termine richiami i fantasmi del moralismo perciò si preferisce usare la definizione di parafilie. Stoller definisce perversione una forma erotizzata dell'odio: una vendetta che attraverso forme distorte di piacere, tenta di riparare le umiliazioni subite in infanzia; ciò si verifica a costo di un profondo disprezzo e di una lontananza dall'altro che protegge il soggetto da un contatto più intimo e autentico con l'altro, ma anche con sé. In questo troviamo una similitudine del PTSD (disturbo post-traumatico da stress) in cui la persona sottoposta ad un trauma, rivide in fantasia o con azioni il comportamento subito, però stavolta cambiando il suo ruolo; ad esempio immaginare di essere il carnefice piuttosto che la vittima (Karpman, 1968), per esorcizzare la paura di un dato evento.

Nel DSM il Manuele Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali le parafilie più conosciute e studiate risultano essere: l'esibizionismo ed il voyerismo.

L'esibizionista è colui che prova piacere nel mostrare in pubblico propri genitali, è importante che il suo pubblico non sia bendisposto e complice di tale condotta, ma anzi che si senta spaventato e minacciato dall'aggressione agita. Nell'idea dell'esibizionista c'è la violenza, la provocazione verso l'altro che avviene rompendo il confine di ciò che è più intimo (Simonelli, 2014). Si possono trovare anche varie forme di esibizionismo emotivo, affermarsi, imporsi agli altri anche nei propri sentimenti e nelle proprie emozioni a scopo aggressivo, al fine di suscitare senso di colpa, dispiacere. Ad esempio una madre che dice al suo figlio "quando te ne sei andato per uscire con la tua fidanzata, mi sono sentita male, ho avuto paura di morire ero davvero terrorizzata e tu non c'eri" tale messaggio comunica non solo un vissuto emotivo, ma anche un'aggressione verso l'autonomia del figlio. Nella nostra società potremo parlare anche di un esibizionismo digitale a scopo aggressivo, talvolta per suscitare l'ammirazione altrui o semplicemente avere conferma di sentirsi visti, presi in considerzione e quindi importanti per qualcuno. Quello che manca, è la possibilità di avere un confine mentale tra privato e pubblico che coincide spesso, nella storia di queste persone, con l'assenza di una figura che abbia avuto una valenza protettiva, mettendo un confine tra il bambino e gli stimoli, le condote dannose.

Il voyer invece è colui che prova piacere dall'osservazione di una coppia o di una persona in attività sessuali, in questo caso l'idea è di penetrare in modo furtivo nell'intimità dell'altro, quasi come un ladro.

In entrambi i casi si evince una dinamica relazionale basata sullo sbilanciamento di potere: il potere di invadere l'altro, di sorprenderlo nel momento in cui si mostra fragile e inerme. Tali comportamenti danno un iniziale sollievo, per poi richiedere la necessità di esser agiti nuovamente, come in una dipendenza altrimenti la persona si sentirà invasa da stati di ansia, terrore, nervosismo come in una sindorme da astinenza.

Dal punto di vista analitico transazionale se usiamo il modello dell'ASCI e dell'Analisi Transazionale Socio Cognitiva (Scilligo), si potrebbe identificare il comportamento per-verso in un quadrante ribelle dallo stato dell'Io Genitore (in cui rientrano i comportamenti senza norme e regole interne, di coloro che si danno libertà azzardate senza tenere in considerazione l'altro, agiscono quindi in modo odioso, ostile), ciò denota l'assenza di un ascolto e di un adattamento all'ambiente e alle regole della comunità (quadrante protettivo) e l'incapacità di entrare in un contatto autentico con sé per prendere decisioni coerentemente con i propri desideri e bisogni (quadrante libero). Si potrebbe ipotizzare, secondo la teorizzazione del dono d'amore di Lorna Benjamin, che definisce ogni sintomo come un dono d'amore, offerto solitamento alle figure d'attaccamento, che il comportamento per-verso sia un modo patologico per mantenere la fedeltà ad un modello familiare. Ne consegue, che il sintomo possa derivare da un comportamento di copia (L. Benjamin, 2004) nei confronti dei propri genitori:

-identificazione: il perverso si identifica con il genitore che ha mostrato quel comportamento e si comporta come lui;

-ricapitolazione: il perverso agisce come agiva da bambino quando il genitore metteva in atto un dato comportamento;

-introiezione: il perverso tratta se stesso, come veniva trattato dal genitore.

Probabilmente queste persone sono state invase nei loro confini più intimi nella loro infanzia nei casi di abusi sessuali, esposizioni a contenuti, scene, dialoghi sessuali in età premature. Ciò, può aver innescato una dinamica di rinforzo, in cui l'esposizione a tali contenuti, seppur prematura, ha provocato un'eccitazione che innalzando i livelli della dopamina, un neurotrasmettitore della famiglia delle catecolammine legato a sensazioni di piacere e alle dipendenze, ha determinato una sempre maggiore richiesta dello stimolo eccitatorio. Non è raro attualmente trovare bambini con una dipendenza sessuale, a causa di un uso sempre più massiccio e indiscriminato degli smartphone e delle tecnologie. Infatti il bambino non ha gli strumenti necessari per capire, dare senso e significato, guardare con senso critico tali stimoli, ma ne viene ugualmente impressionato come una pellicola fotografica dalla luce.

Tali contenuti vanno a stimolare l'area del sistema limbico(amigdala, gangli della base) che rappresentano l'area meno evoluta e più arcaica del cervello, con un funzionamento più emotivo e meno razionale per descriverla grossolanamente; perciò avendo un funzionamento più simile a quello infantile, è carente di strumenti cognitivi per interpretare tali stimoli. Nonostante ciò elicita comunque uno stato eccitatorio.

Nell'età adulta queste condotte spesso correlano con il profilo di personalità narcisistico e talvolta con il profilo del narcisista maligno che tenta di affermarsi e trovare una gratificazione narcisistica, che diventa una gratificazione sessuale, secondo modalità erotico-aggressive non condivise non consenzienti, da qui l'idea della violenza, del deflagrare l'intimità altrui reiterando un modello di eccitazione già vissuto e spesso subito.

Dott.ssa Flavia Missi

Psicologa, Psicoterapeuta